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Juventus, messaggi d’amore di Buffon e Krasic alla Vecchia Signora

gennaio 21st, 2011Articolo letto 226 volte. No Comment

Questo articolo è stato scritto da Simone Vazzana

Dopo le parole di Delneri, riprese da Aquilani qualche giorno fa, riguardanti una Juventus non ancora pronta a competere per la lotta al vertice e la vittoria dello scudetto, i messaggi d’amore alla Vecchia Signora sono di Buffon e Krasic. Due simboli: il vecchio che resta, e il nuovo che avanza.

Gigi Buffon sarà ospite questa sera di Federico Ferri, collega di Sky Sport: l’intervista andrà in onda intorno alle 19:30, ma tuttojuve.com ha già anticipato quelle che saranno alcune delle dichiarazione del numero uno dei bianconeri e della Nazionale italiana.

«La dimostrazione che c’e stata d’amore incondizionato nei miei confronti – dice Buffon - da parte del pubblico è qualcosa che non può far rimanere insensibili. Quando ci sono grandi aspettative nei miei confronti mi piace spesso rispondere “presente”. Mi auguro di poter continuare tutta la mia carriera qui alla Juve. Rapporti freddi col mister? Ho parlato spesso e volentieri con lui e si scherza anche. I calciatori guadagnano tanto? Penso ci siano determinati giocatori che è giusto che guadagnino certe cifre».

Milos Krasic, la “Freccia Serba”, ha parlato invece attraverso le colonne del Corriere dello Sport. L’esterno è ormai diventato un beniamino dei tifosi (la sua maglia, a Torino, è la più venduta dopo quelle di e Buffon), per i suoi gol e i suoi assist capaci di trascinare la Juventus nonostante le difficoltà del reparto avanzato. Eccone uno stralcio:

«Sognavo di giocare nella Juve - esordisce Krasic - da quando avevo 11 anni. Da quando diventò la squa­dra di Jugovic, il calciatore serbo che ha vinto più di tutti. Per noi ragazzini era un idolo, anche se io avevo un debole per Mijatovic. Se mi hanno cercato City e Inter? Io volevo solo la Juventus. Non so dire, sinceramente, se il club ne­razzurro avesse inoltrato un’offerta concre­ta, ma non sarebbe cambiato nulla: la mia scelta era fatta. Con Stankovic si scherzava sul mio futuro, ma accanto alle battute c’erano i consigli: mi ha aiutato a capire l’importan­za e la bellezza del campionato italiano».

Krasic parla anche dell’accostamento a Pavel Nedved: «Ieri un grande campione, oggi un diri­gente sempre vicino alla squadra: non pos­so dire io se gli somiglio davvero, mi onora il fatto che abbia voluto dedicarmi belle pa­role. Le mie caratteristiche? Non sono solo veloce: un po’ della creatività tipica dei calciatori serbi ce l’ho anch’io”.

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